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Associazione di Categoria dei Datori di Lavoro Domestico

Conciliazione stragiudiziale

in Servizi
16. 02. 07
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Uno dei modi più semplici e immediati per cautelarsi dalle rivendicazioni dei lavoratori è quello di ricorrere alla conciliazione stragiudiziale in fase di  cessazione del rapporto di lavoro. 

conciliazione-450Assofamiglie consiglia a tutti i datori di lavoro domestico di cessare il proprio rapporto attraverso una procedura stragiudiziale, in cui le due parti raggiungono un accordo che prevede reciproche concessioni e rinunce.

La conciliazione stragiudiziale inoltre è fortemente consigliata anche in costanza del rapporto di lavoro, ogni due anni, affinché le eventuali pretese del lavoratore sul periodo pregresso vengano a cadere.

Gli accordi di conciliazione stragiudiziale possono essere raggiunti sia presso la Direzione Territoriale del Lavoro sia davanti ad un conciliatore sindacale.

L'art. 31 della legge 4/11/2010 n. 183, detta "Collegato Lavoro", introduce la nuova disciplina della "conciliazione ed arbitrato"  in materia di lavoro, con l'obiettivo di sgonfiare il carico di ricorsi presentati al tribunale.

Il tentativo di conciliazione davanti alla Direzione Territoriale del Lavoro - disciplinata dall'art. 410 c.p.c. - non ha costi ma prevede una procedura amministrativa piuttosto articolata che richiede l'intervento di un legale. Intervento che, ovviamente, non sarà gratuito.

Ben più agevole è la conciliazione in sede sindacale - disciplinata dai contratti collettivi - ed eseguita da un conciliatore autorizzato che attesti la volontà delle parti. La procedura è assai più semplice e, nella maggior parte dei casi, si conclude con il deposito da parte del conciliatore, dei verbali di conciliazione presso la Direzione Provinciale del Lavoro. Solo qualora una delle due parti contravvenga a quanto concordato, il verbale viene reso esecutivo dal giudice del lavoro su istanza di parte.

La conciliazione in sede sindacale non è mai gratuita ma può essere esperita senza l'aiuto di un legale e quindi, alla resa dei conti, risulta più economica della conciliazione davanti alla DPL. In questo caso però è essenziale che le parti verifichino che il verbale di conciliazione sia correttamente redatto e in particolare contenga i riferimenti a:

- le parti e gli eventuali soggetti che le rappresentano;

- la sede dove il verbale viene sottoscritto;

- l'oggetto della controversia relativa alla materia del lavoro;

- l'accordo che definisce bonariamente la controversia;

- la sottoscrizione delle parti e del conciliatore (giudice, sindacalista, commissione di conciliazione presso la DPL).

Inoltre, l'accordo riportato nel verbale di conciliazione non produce alcun effetto come eventuale transazione se mancano le reciproche concessioni e rinunce. Infine nel verbale deve essere riportata la contestuale rinuncia delle stesse a qualsiasi rivendicazione concernente il rapporto di lavoro intercorso tra le stesse. Il verbale di conciliazione viene poi depositato presso la DPL di solito a cura dell'associazione sindacale

Dopo qualche settimana le parti dovranno avere cura di ritirare la propria copia del verbale di conciliazione, verificando contestualmente che il conciliatore abbia provveduto al deposito.

Grazie alla collaborazione di Assofamiglie, i datori di lavoro possono avere accesso ad una snella procedura di conciliazione a costi in convenzione veramente contenuti. Per ulteriori informazioni basta rivolgersi allo 06 98381500.

 

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